Zirconia

struttura-diamante
DIAMANTE
struttura-zirconia
ZIRCONIA
struttura-diamante
DIAMANTE
struttura-zirconia
ZIRCONIA

Cos'è la Zirconia?

zirconia
Minerale di zircone (Silicato di zirconio, ZrSiO4)

Il nome zirconia identifica una classe di composti a base di biossido di zirconio, ZrO2.

Il metallo da cui esso deriva è lo zirconio (Zr). Lo zirconio è un elemento relativamente comune nella crosta terrestre: è diciassettesimo nella scala di abbondanza relativa, più abbondante di elementi ritenuti comuni quali rame, stagno, piombo o zinco.

Lo zircone (ZrSiO4), è il minerale più comune e più sfruttato commercialmente. Associato originariamente a rocce ignee, per erosione dagli agenti atmosferici e per successiva sedimentazione costituisce oggi importanti giacimenti nelle sabbie costiere.

Si tratta di materiali grezzi, gran parte delle quali può essere direttamente utilizzata nella fabbricazione di refrattari o di conchiglie per fusione di metalli.

Allo stato metallico lo zirconio è impiegato soprattutto in lega con ferro, nickel o niobio. 

Queste leghe (Zircalloy®, Zircadyne®) sono caratterizzate da una buona resistenza alla corrosione anche a temperature relativamente elevate e buona conducibilità termica. 

Grazie a tali caratteristiche sono utilizzate per la costruzione di scambiatori di calore, pompe, valvole, reattori in impianti chimici, ed in componenti metallici degli elementi del combustibile di reattori nucleari, quali p.es. i tubi di guaina delle pastiglie di biossido di uranio nei reattori ad acqua leggera. 

La zirconia che viene impiegata in odontoiatria non è un metallo: è una ceramica, cioè un composto inorganico non metallico – presenta una serie di proprietà specifiche di tali materiali: è un isolante elettrico, ha bassa conducibilità termica, punto di fusione elevato (2500 °C), relativa fragilità in confronto alle leghe metalliche.

La zirconia che viene impiegata in odontoiatria non è un metallo: è l’ossido del metallo zirconio (Zr), come da formula chimica ZrO2. Ciò significa che il grado di ossidazione è il massimo raggiungibile: da qui derivano le proprietà di biocompatibilità di questo materiale.

 

Cos'è la Zirconia?

zirconia
Minerale di zircone (Silicato di zirconio, ZrSiO4)

Il nome zirconia identifica una classe di composti a base di biossido di zirconio, ZrO2.

Il metallo da cui esso deriva è lo zirconio (Zr). Lo zirconio è un elemento relativamente comune nella crosta terrestre: è diciassettesimo nella scala di abbondanza relativa, più abbondante di elementi ritenuti comuni quali rame, stagno, piombo o zinco.

Lo zircone (ZrSiO4), è il minerale più comune e più sfruttato commercialmente. Associato originariamente a rocce ignee, per erosione dagli agenti atmosferici e per successiva sedimentazione costituisce oggi importanti giacimenti nelle sabbie costiere.

Si tratta di materiali grezzi, gran parte delle quali può essere direttamente utilizzata nella fabbricazione di refrattari o di conchiglie per fusione di metalli.

Allo stato metallico lo zirconio è impiegato soprattutto in lega con ferro, nickel o niobio. 

Queste leghe (Zircalloy®, Zircadyne®) sono caratterizzate da una buona resistenza alla corrosione anche a temperature relativamente elevate e buona conducibilità termica. 

Grazie a tali caratteristiche sono utilizzate per la costruzione di scambiatori di calore, pompe, valvole, reattori in impianti chimici, ed in componenti metallici degli elementi del combustibile di reattori nucleari, quali p.es. i tubi di guaina delle pastiglie di biossido di uranio nei reattori ad acqua leggera. 

La zirconia che viene impiegata in odontoiatria non è un metallo: è una ceramica, cioè un composto inorganico non metallico – presenta una serie di proprietà specifiche di tali materiali: è un isolante elettrico, ha bassa conducibilità termica, punto di fusione elevato (2500 °C), relativa fragilità in confronto alle leghe metalliche.

La zirconia che viene impiegata in odontoiatria non è un metallo: è l’ossido del metallo zirconio (Zr), come da formula chimica ZrO2. Ciò significa che il grado di ossidazione è il massimo raggiungibile: da qui derivano le proprietà di biocompatibilità di questo materiale.

 
scambiatore-di-calore-materiale-zirconia
Scambiatore di calore in costruzione,si possono notare i tubi in lega di zirconio che formano il fascio tubiero.
zirconia-prodotti-per-applicazioni-industriali
Zirconia – Prodotti per applicazioni industriali
scambiatore-di-calore-materiale-zirconia
Scambiatore di calore in costruzione,si possono notare i tubi in lega di zirconio che formano il fascio tubiero.
zirconia-prodotti-per-applicazioni-industriali
Zirconia – Prodotti per applicazioni industriali

Applicazioni della Zirconia

L’impiego della zirconia nei dispositivi medici rappresenta solo una piccolissima parte del mercato di questo materiale.

La maggior parte della zirconia è impiegata in numerose applicazioni industriali per la realizzazione di componenti destinati ad operare in ambienti aggressivi in condizioni operative severe (boccole per estrusori, parti meccaniche soggette ad usura, componenti per motori a combustione).

Lame in zirconia per la loro maggiore durata sostituiscono gli utensili in acciaio per il taglio di materiali come il Kevlar, nastri magnetici, pellicole in plastica e persino filtri per sigarette, mentre per le sue proprietà di conducibilità ionica ad alta temperatura la zirconia è impiegata come elettrolita solido in celle a combustibile e nei sensori per ossigeno.

La zirconia trova anche impiego in una quantità di prodotti di uso quotidiano, come i deodoranti per la persona, i filamenti delle lampade a incandescenza, e come gemma sostituisce i più preziosi brillanti.

Per questo materiale è stato coniato lo slogan: “Zirconia: the only limitation is your imagination”.

La zirconia può essere impiegata solo come colorante: per essere trasformata in una ceramica deve essere additivata con ossidi (p.es. di calcio, di magnesio, di ittrio, etc.).

Si ottengono così tre forme principali questo materiale: la cubica, la parzialmente stabilizzata, il policristallo tetragonale. Le tre forme possono coesistere in una stessa ceramica, determinandone alcune proprietà.

La zirconia cubica (FSZ – Fully Stabilized Zirconia) è impiegata soprattutto come abrasivo, o come gemma nelle sue forme ad alta purezza, grazie alla sua trasparenza che le rende luminosa quasi come il diamante ma ad un costo decisamente inferiore.

La zirconia parzialmente stabilizzata (PSZ –Partially Stabilized Zirconia) è impiegata soprattutto in applicazioni industriali.

Ha resistenza meccanica inferiore a quella della zirconia policristallina tetragonale stabilizzato con ossido di Ittrio (YTZP – Yttria Tetragonal Stabilized Zirconia), che è il materiale di riferimento per applicazioni nei dispositivi medici.

zirconia-cubica-ytzp-psz

Confronto tra la resistenza a rottura in flessione (MPa) per i tre tipi di zirconia.

Applicazioni della Zirconia

L’impiego della zirconia nei dispositivi medici rappresenta solo una piccolissima parte del mercato di questo materiale.

La maggior parte della zirconia è impiegata in numerose applicazioni industriali per la realizzazione di componenti destinati ad operare in ambienti aggressivi in condizioni operative severe (boccole per estrusori, parti meccaniche soggette ad usura, componenti per motori a combustione).

Lame in zirconia per la loro maggiore durata sostituiscono gli utensili in acciaio per il taglio di materiali come il Kevlar, nastri magnetici, pellicole in plastica e persino filtri per sigarette, mentre per le sue proprietà di conducibilità ionica ad alta temperatura la zirconia è impiegata come elettrolita solido in celle a combustibile e nei sensori per ossigeno.

La zirconia trova anche impiego in una quantità di prodotti di uso quotidiano, come i deodoranti per la persona, i filamenti delle lampade a incandescenza, e come gemma sostituisce i più preziosi brillanti.

Per questo materiale è stato coniato lo slogan: “Zirconia: the only limitation is your imagination”.

La zirconia può essere impiegata solo come colorante: per essere trasformata in una ceramica deve essere additivata con ossidi (p.es. di calcio, di magnesio, di ittrio, etc.).

Si ottengono così tre forme principali questo materiale: la cubica, la parzialmente stabilizzata, il policristallo tetragonale. Le tre forme possono coesistere in una stessa ceramica, determinandone alcune proprietà.

La zirconia cubica (FSZ – Fully Stabilized Zirconia) è impiegata soprattutto come abrasivo, o come gemma nelle sue forme ad alta purezza, grazie alla sua trasparenza che le rende luminosa quasi come il diamante ma ad un costo decisamente inferiore.

La zirconia parzialmente stabilizzata (PSZ –Partially Stabilized Zirconia) è impiegata soprattutto in applicazioni industriali.

Ha resistenza meccanica inferiore a quella della zirconia policristallina tetragonale stabilizzato con ossido di Ittrio (YTZP – Yttria Tetragonal Stabilized Zirconia), che è il materiale di riferimento per applicazioni nei dispositivi medici.

zirconia-cubica-ytzp-psz

Confronto tra la resistenza a rottura in flessione (MPa) per i tre tipi di zirconia.

Come viene ottenuta la zirconia per impianti dentali?

La zirconia impiegata per la fabbricazione degli impianti dentali appartiene all’ampia classe di materiali noti come ceramiche hi-tech (o ceramiche avanzate), che sono ottenute dalla consolidazione di polveri ottenute attraverso la sintesi di sostanze chimiche ad alta purezza.

Nell’Unione Europea la zirconia da impiegare in dispositivi medici di tipo chirurgico, quali sono gli impianti dentali, deve soddisfare i requisiti prescritti dalle norme tecniche emanate dalla International Standards Organization (ISO).

In particolare il materiale deve essere conforme alle prescrizioni della norma ISO 13356 (Implants for surgery — Ceramic materials based on yttria-stabilized tetragonal Zirconia, Y-TZP).

I requisiti stabiliti da tale norma sono assai stringenti, e quindi il materiale deve avere una purezza elevatissima: le impurezze rappresentano circa 1/1000 del materiale.

Pertanto, anche i materiali utilizzati in testa alla linea di produzione debbono essere di purezza adeguata, e ciò implica che non è possibile utilizzare materiali come presenti in natura, che – comunque raffinati – contengono impurezze in quantità inaccettabile.

Sono in uso molti processi di sintesi, basati su reazioni allo stato solido, su reazioni gas-solido o su percorsi umidi, ad es. coprecipitazione da soluzioni di sali o processi sol-gel.

Le polveri di zirconia “medical grade” sono formate da cristalliti di dimensioni comprese tra 0,01 e 0,1 µm, che formano piccole particelle (grani o domini) di dimensioni comprese tra 0,1 e 1 µm.

Per evitare la contaminazione della polvere, e per proteggere gli addetti alla produzione, il processo avviene in scatole a guanti (glove boxes) in atmosfera controllata.

In generale, la polvere deve avere:

  • Uniformità della dimensione dei cristalliti.
  • Composizione chimica omogenea.
  • Fluidità, ad es. la capacità della polvere di fluire liberamente, senza formazione di agglomerati o vuoti durante il consolidamento della polvere.

Il processo utilizzato per trasformare la polvere in una ceramica può essere riassunto in quattro fasi principali:

  1. Preparazione: i precursori vengono miscelati con una opportuna miscela di additivi di processo a seconda del percorso di consolidamento e del comportamento finale desiderato del prodotto (p.es. leganti e lubrificanti). Il composto viene macinato in sospensione acquosa per omogeneizzare la composizione. La miscela viene quindi trattata mediante essiccazione a spruzzo per ottenere la materia prima (ad esempio sotto forma di granuli) da utilizzare nella fase successiva del processo.
  2. Compattazione: i granuli vengono modellati in una geometria semplice (ad esempio un cilindro di dimensioni adeguate) mediante pressatura. Successivamente i cilindri sono lavorati con macchine automatiche a controllo numerico per ottenere una forma prossima a quella finale. In via alternativa i granuli miscelati con opportuni plastificanti sono iniettati ad alta pressione in uno stampo (ormatura per stampaggio ad iniezione).
  3. Consolidamento. Pezzi formati sono sottoposti a trattamento termico di sinterizzazione. Questo processo consente di ottenere un corpo solido senza raggiungere la temperatura di fusione Il processo di sinterizzazione viene solitamente eseguito in due fasi. La prima fase (presinterizzazione) consiste nel riscaldare i pezzi a temperatura intermedia (500 – 700 °C) per l’evacuazione degli additivi organici. Successivamente si esegue un trattamento ad alta temperatura (circa 1500 ° C) dove con una opportuna sequenza tempo / temperatura raggiungono la condizione finale voluta. Successivamente gli impianti sono sottoposti a pressatura isostatica a caldo (HIP – Hot Isostatic Pressing). HIP è una novità rilevante introdotta nella lavorazione della bioceramica per ottenere ceramiche con densità prossime a quella teorica. Inoltre, il trattamento HIP permette di minimizzare le tensioni residue all’interno dei pezzi ceramici migliorando ulteriormente la resistenza e l’affidabilità dei prodotti.
  4. Lavorazioni finali. Gli impianti sono sottoposti ai trattamenti superficiali occorrenti ad ottimizzarne l’integrazione nel tessuto osseo (p.es. sabbiatura e mordenzatura) seguiti da cicli di lavaggio, sterilizzazione e confezionamento.

La descrizione riportata nei paragrafi precedenti sintetica rende evidente la complessità del processo di fabbricazione degli impianti dentali in zirconia, molto maggiore di quella degli impianti in titanio, che sono ottenuti per tornitura da barre con macchine automatiche ad altissima cadenza di produzione.

In ciò le ragioni della differenze di costo tra i due tipi di impianto, che costituisce ad oggi il maggiore ostacolo alla diffusione dell’implantologia ceramica, nonostante i vantaggi che essa apporta ai pazienti in termini clinici ed estetici.

 

Come viene ottenuta la zirconia per impianti dentali?

La zirconia impiegata per la fabbricazione degli impianti dentali appartiene all’ampia classe di materiali noti come ceramiche hi-tech (o ceramiche avanzate), che sono ottenute dalla consolidazione di polveri ottenute attraverso la sintesi di sostanze chimiche ad alta purezza.

Nell’Unione Europea la zirconia da impiegare in dispositivi medici di tipo chirurgico, quali sono gli impianti dentali, deve soddisfare i requisiti prescritti dalle norme tecniche emanate dalla International Standards Organization (ISO).

In particolare il materiale deve essere conforme alle prescrizioni della norma ISO 13356 (Implants for surgery — Ceramic materials based on yttria-stabilized tetragonal Zirconia, Y-TZP).

I requisiti stabiliti da tale norma sono assai stringenti, e quindi il materiale deve avere una purezza elevatissima: le impurezze rappresentano circa 1/1000 del materiale.

Pertanto, anche i materiali utilizzati in testa alla linea di produzione debbono essere di purezza adeguata, e ciò implica che non è possibile utilizzare materiali come presenti in natura, che – comunque raffinati – contengono impurezze in quantità inaccettabile.

Sono in uso molti processi di sintesi, basati su reazioni allo stato solido, su reazioni gas-solido o su percorsi umidi, ad es. coprecipitazione da soluzioni di sali o processi sol-gel.

Le polveri di zirconia “medical grade” sono formate da cristalliti di dimensioni comprese tra 0,01 e 0,1 µm, che formano piccole particelle (grani o domini) di dimensioni comprese tra 0,1 e 1 µm.

Per evitare la contaminazione della polvere, e per proteggere gli addetti alla produzione, il processo avviene in scatole a guanti (glove boxes) in atmosfera controllata.

In generale, la polvere deve avere:

  • Uniformità della dimensione dei cristalliti.
  • Composizione chimica omogenea.
  • Fluidità, ad es. la capacità della polvere di fluire liberamente, senza formazione di agglomerati o vuoti durante il consolidamento della polvere.

Il processo utilizzato per trasformare la polvere in una ceramica può essere riassunto in quattro fasi principali:

  1. Preparazione: i precursori vengono miscelati con una opportuna miscela di additivi di processo a seconda del percorso di consolidamento e del comportamento finale desiderato del prodotto (p.es. leganti e lubrificanti). Il composto viene macinato in sospensione acquosa per omogeneizzare la composizione. La miscela viene quindi trattata mediante essiccazione a spruzzo per ottenere la materia prima (ad esempio sotto forma di granuli) da utilizzare nella fase successiva del processo.
  2. Compattazione: i granuli vengono modellati in una geometria semplice (ad esempio un cilindro di dimensioni adeguate) mediante pressatura. Successivamente i cilindri sono lavorati con macchine automatiche a controllo numerico per ottenere una forma prossima a quella finale. In via alternativa i granuli miscelati con opportuni plastificanti sono iniettati ad alta pressione in uno stampo (ormatura per stampaggio ad iniezione).
  3. Consolidamento. Pezzi formati sono sottoposti a trattamento termico di sinterizzazione. Questo processo consente di ottenere un corpo solido senza raggiungere la temperatura di fusione Il processo di sinterizzazione viene solitamente eseguito in due fasi. La prima fase (presinterizzazione) consiste nel riscaldare i pezzi a temperatura intermedia (500 – 700 °C) per l’evacuazione degli additivi organici. Successivamente si esegue un trattamento ad alta temperatura (circa 1500 ° C) dove con una opportuna sequenza tempo / temperatura raggiungono la condizione finale voluta. Successivamente gli impianti sono sottoposti a pressatura isostatica a caldo (HIP – Hot Isostatic Pressing). HIP è una novità rilevante introdotta nella lavorazione della bioceramica per ottenere ceramiche con densità prossime a quella teorica. Inoltre, il trattamento HIP permette di minimizzare le tensioni residue all’interno dei pezzi ceramici migliorando ulteriormente la resistenza e l’affidabilità dei prodotti.
  4. Lavorazioni finali. Gli impianti sono sottoposti ai trattamenti superficiali occorrenti ad ottimizzarne l’integrazione nel tessuto osseo (p.es. sabbiatura e mordenzatura) seguiti da cicli di lavaggio, sterilizzazione e confezionamento.

La descrizione riportata nei paragrafi precedenti sintetica rende evidente la complessità del processo di fabbricazione degli impianti dentali in zirconia, molto maggiore di quella degli impianti in titanio, che sono ottenuti per tornitura da barre con macchine automatiche ad altissima cadenza di produzione.

In ciò le ragioni della differenze di costo tra i due tipi di impianto, che costituisce ad oggi il maggiore ostacolo alla diffusione dell’implantologia ceramica, nonostante i vantaggi che essa apporta ai pazienti in termini clinici ed estetici.

 

La Zirconia è radioattiva?

radioattivita_zirconia
Attività in Bq/Kg di diversi alimenti di uso comune a confronto con quella di ceramiche dentali

Vengono spesso evocate dai pazienti voci allarmanti dovute alle tracce di radionuclidi presenti nella zirconia.

Ma la zirconia per impieghi clinici (conforme alla norma ISO 13356) ha una attività specifica massima di 200 Bq/kg, che risulta inferiore a quello di molti alimenti di uso comune, e pari ad un quinto di quello presente nelle porcellane dentali (conformi alla norma ISO 6872), come riportato nella figura sopra.

Pochi infatti hanno coscienza del fatto che la radioattività è un fenomeno del tutto naturale, e che i radionuclidi – cioè i nuclei atomici emettitori di radiazioni per via della loro instabilità – sono praticamente ubiquitari.

Uno assai comune è il 40K, isotopo del Potassio, che ha una attività specifica di 32 Bq/g ed è presente nel potassio naturale in ragione dello 0,0117%. Per questo alcuni cibi e bevande (p.es. le banane, le castagne, la birra) sono naturalmente – e debolmente – radioattivi.

Naturalmente radioattivo è anche il corpo umano, principalmente per via del 40K contenuto nel potassio presente nel sangue, nei muscoli e nelle ossa per un totale che varia tra 110 e 140 g in funzione della massa corporea, del genere e dell’età, rendendo il corpo umano una sorgente da circa 8000 Bq, e quindi con una attività specifica di circa 100 Bq/kg.

Si noti che anche se la zirconia usata in un particolare impianto dentale la massima attività specificata dalla norma ISO 13356, (200 Bq/kg) –  la massa di un generico impianto dentale in zirconia è di circa 1,5 grammi, e quindi l’impianto avrebbe attività di circa 0,3 Bq, pari a circa 1/100  di quella di un bicchiere di birra (circa 35 Bq per 0,33 cl). 

La Zirconia è radioattiva?

radioattivita_zirconia
Attività in Bq/Kg di diversi alimenti di uso comune a confronto con quella di ceramiche dentali

Vengono spesso evocate dai pazienti voci allarmanti dovute alle tracce di radionuclidi presenti nella zirconia.

Ma la zirconia per impieghi clinici (conforme alla norma ISO 13356) ha una attività specifica massima di 200 Bq/kg, che risulta inferiore a quello di molti alimenti di uso comune, e pari ad un quinto di quello presente nelle porcellane dentali (conformi alla norma ISO 6872), come riportato nella figura sopra.

Pochi infatti hanno coscienza del fatto che la radioattività è un fenomeno del tutto naturale, e che i radionuclidi – cioè i nuclei atomici emettitori di radiazioni per via della loro instabilità – sono praticamente ubiquitari.

Uno assai comune è il 40K, isotopo del Potassio, che ha una attività specifica di 32 Bq/g ed è presente nel potassio naturale in ragione dello 0,0117%. Per questo alcuni cibi e bevande (p.es. le banane, le castagne, la birra) sono naturalmente – e debolmente – radioattivi.

Naturalmente radioattivo è anche il corpo umano, principalmente per via del 40K contenuto nel potassio presente nel sangue, nei muscoli e nelle ossa per un totale che varia tra 110 e 140 g in funzione della massa corporea, del genere e dell’età, rendendo il corpo umano una sorgente da circa 8000 Bq, e quindi con una attività specifica di circa 100 Bq/kg.

Si noti che anche se la zirconia usata in un particolare impianto dentale la massima attività specificata dalla norma ISO 13356, (200 Bq/kg) –  la massa di un generico impianto dentale in zirconia è di circa 1,5 grammi, e quindi l’impianto avrebbe attività di circa 0,3 Bq, pari a circa 1/100  di quella di un bicchiere di birra (circa 35 Bq per 0,33 cl). 

Corone in metallo-ceramico o in zirconia: quali le differenze?

La corona è un tipo di protesi dentale che permette il pieno ripristino dell’estetica e della funzionalità del dente, sia in caso di dente naturale che di impianto.

Le corone possono essere prodotte con numerosi materiali, e dagli anni ’50 del secolo scorso si è capito che introducendo una cappetta di metallo sotto il guscio in ceramica, la corona guadagna moltissimo in termini di resistenza: nasce così la corona in metallo-ceramica, che ha avuto una larghissima diffusione in odontotecnica in numerosissime configurazioni diverse (soprattutto nel tipo di lega metallica utilizzata).

Sebbene le corona metallo-ceramica abbiano resistenza migliorata rispetto ai dispositivi precedentemente in uso, esse però in caso di ritiro delle gengive lasciano scoperta una linea scura tra gengiva e parte bianca in ceramica, dovuta al colore del metallo della cappetta.

Ciò compromette l’estetica del trattamento, determinandone il fallimento. Inoltre, molte delle leghe utilizzate contengono il Nichel o altri metalli che potrebbero dare origine a reazioni non volute con i tessuti gengivali.

Pertanto le ricostruzioni in zirconia – grazie alla traslucenza di questo materiale ed al suo colore analogo a quello delle corone naturali – stanno incontrando un consenso crescente a livello mondiale.

corone-metallo-ceramico-vs-zirconia

Differenza di traslucenza tra una tradizionale corona in metallo cercamica e una in ceramica integrale

Corone in metallo-ceramico o in zirconia: quali le differenze?

La corona è un tipo di protesi dentale che permette il pieno ripristino dell’estetica e della funzionalità del dente, sia in caso di dente naturale che di impianto.

Le corone possono essere prodotte con numerosi materiali, e dagli anni ’50 del secolo scorso si è capito che introducendo una cappetta di metallo sotto il guscio in ceramica, la corona guadagna moltissimo in termini di resistenza: nasce così la corona in metallo-ceramica, che ha avuto una larghissima diffusione in odontotecnica in numerosissime configurazioni diverse (soprattutto nel tipo di lega metallica utilizzata).

Sebbene le corona metallo-ceramica abbiano resistenza migliorata rispetto ai dispositivi precedentemente in uso, esse però in caso di ritiro delle gengive lasciano scoperta una linea scura tra gengiva e parte bianca in ceramica, dovuta al colore del metallo della cappetta.

Ciò compromette l’estetica del trattamento, determinandone il fallimento. Inoltre, molte delle leghe utilizzate contengono il Nichel o altri metalli che potrebbero dare origine a reazioni non volute con i tessuti gengivali.

Pertanto le ricostruzioni in zirconia – grazie alla traslucenza di questo materiale ed al suo colore analogo a quello delle corone naturali – stanno incontrando un consenso crescente a livello mondiale.

corone-metallo-ceramico-vs-zirconia

Differenza di traslucenza tra una tradizionale corona in metallo cercamica e una in ceramica integrale

Evidenze scientifiche zirconia

Monografie

  • Piconi C, Maccauro G. Zirconia as a ceramic biomaterial, Biomaterials 1999; 20: 1-25.
  • Piconi C, Rimondini L, Cerroni L. La zirconia in odontoiatria, 2008 Masson Elsevier, Milano.
  • Piconi C, Rimondini L, Cerroni L. El zirconio en odontologia, 2011 Amolca, Caracas.
  • Piconi C, Kosmac T, Condò SG. Alumina- and Zirconia-Based Ceramics for Load Bearing Applications In: Shen JZ, Kosmac T (eds) Advanced Ceramics for Dentistry, 2014 Butterworth-Heinemann, Waltham, pp.220-253.
  • Piconi C, Sandri M. New Materials for Dental Implantology. In: Antoniac I, Csaki I (Eds) Material Research and Application II, 2017 Trans Tech, Zurich, pp189-194.
  • Piconi C, Sprio S. Zirconia Implants: Is There a Future? Current Oral Health Reports. 2018 ;5: 186–193.

Sviluppo materiali

  • Fassina P, Zaghini N, Bukat A, Piconi C, Greco F. Bioceramics by Gel Supported Precipitation Process. In: P.Vincenzini Ed., Ceramics in Substitutive and Reconstructive Surgery, Elsevier 1991, Amsterdam, pp.3-14.
  • Fassina P, Zaghini N, Piconi C, Bukat A, Greco F, Piantelli S. Yttria and Calcia Partially Stabilized Zirconia for Biomedical Applications. In: Ravaglioli A & Krajewski A eds., Bioceramics and the Human Body, 1992 Elsevier, London, pp 223-229
  • Burger W, Richter HG, Piconi C, Cittadini A, Boccalari M. The importance of the raw materials sources for medical grade Zirconia. In: Andersson OH & Yli-Urpo A, Eds, Bioceramics 7, , Butterworth-Heinemann 1994,Oxford, pp.401-406.
  • Burger W, Richter HG, Piconi C, Cittadini A, Boccalari M. Kinetic and Thermodynamical Investigations on Ready to Press Y-TZP powders for Biomedical Applications. In P.Vincenzini Ed, Materials in Clinical Applications, TECHNA 1995, Faenza, pp.91-98.
  • Burger W., Richter H.G., Piconi C., Vatteroni R., Cittadini A., Boccalari A.M. Yttria Stabilized Tetragonal Zirconia (Y-TZP) for Biomedical Application by an Innovative Approach, in: Ravaglioli A, ed., 4th Euro-Ceramics, Vol.8, Editoriale Faenza 1995, Faenza, pp.29-36.
  • Piconi C, Burger W, Richter HG, Vatteroni R,Cittadini A, Boccalari M. New Y.TZP powders for biomedical applications. J Mater Sci Mater Med 1997;8:113-118.
Biocompatibilità:
  • Greco F, Specchia N, Maccauro G, Arena M, Piconi C. Risultati preliminari delle prove di biocompatibilità in vivo di compatti ceramici a base di Zirconia. Biomateriali, 1991, 5, 1, 47
  • Greco F, Piantelli S, Maccauro G, Arena M, Piconi C. Valutazione della biocompatibilità in vitro dell’ossido di Titanio e dell’ossido di Zirconio. Biomateriali, 1991, 5, 1, 119
  • Fassina P, Zaghini N, Piconi C, Bukat A, Greco F, Piantelli S. Yttria and Calcia Partially Stabilized Zirconia for Biomedical Applications. In: Ravaglioli A & Krajewski A eds., Bioceramics and the Human Body, 1992 Elsevier Science, London, pp 223-229
  • Piantelli S, Maccauro G, Specchia N, Maggiano N, Piconi C, Greco F. Effects of Ceramic Precursors on Human Lymphocyte Mitogenesys. 4th World Biomaterials Congress Transactions, April 24-28, 1992, Berlin, p.343.
  • Maccauro G, Specchia N, Arena M, Piconi C, Greco F. Bone Metabolic Response to Sintered Ca-Partially Stabilized Zirconia implants: preliminary results. in: 4th World Biomaterials Congress Transactions, April 24-28, 1992, Berlin, p.543.
  • Greco F., Piantelli S, Maccauro G., Arena M., Piconi C. Influence of Different Ceramic Materials in Form of Powders and Plates on Cell Cultures BIOMAT 92 – Biomateriaux et Organes Artificiels, Bordeaux (F), Nov 2-4, 1992.
  • Bone adaptation to sintered Partially Stabilized Zirconia ceramics, N.Specchia,G.Maccauro, M.Arena, C. Piconi, F. Greco Recent Advances in Oral and Orthopaedic Prostheses, Venezia, May 26-29 , 1993.
  • Greco F, Specchia N, Piantelli S, Maccauro G, Arena M, Piconi C. Risposta biologica ai materiali ceramici: risultati delle prove in vitro e in vivo . Minerva Ortopedica e Traumatologica 1993, 44; 913-918
  • Greco F, Piantelli S, Maccauro G, Rizzello G, Piconi C. Analisi delle correlazioni tra alcune proprietà dei materiali ceramici e caratteristiche di biocompatibilità in vitro. Minerva Ortopedica e Traumatologica 1993, 44; 907-912
  • Miani C, Piconi C, Piselli D, Ponti M. Prove Sperimentali in vivo della Zirconia in Implantologia Orale. Rivista Italiana di Osseointegrazione,1993;3: 23:34
  • Maccauro G, Cappabianca C, Bossi D, Lorini G, Piconi C. Valutazione dell’interfaccia impianto-Tessuto osseo mediante radiografia microfuoco. Gnoseis, Vol.2,1995,p.122
  • Miani C, Piconi C, Piselli D. Bone-Ceramic Interface in Experimental in-vivo Studies on Zirconia in Oral Implantology. In: Ravaglioli A & Krajewski A eds., Ceramici, Cellule e Tessuti, Faenza SpA Publ., 1995 Faenza, Italy, pp 66-73.
  • Covacci V, Bruzzese N, Maccauro G, Andreassi C, Ricci GA, Piconi C, Marmo E, Burger W, Cittadini A. In vitro evaluation of the mutagenic and carcinogenic power of high purity zirconia ceramic. Biomaterials 1999; 20: 371-6.
  • Covacci V, Maccauro G, Ricci GA, Piconi C, Burger W, Cittadini A. Valutazione in vitro del potenziale oncogenico di una nuova ceramica di zirconia. In: Biomateriali 99, C.Piconi Ed., 1999 ENEA, Roma, pp.
  • Pola E, De Santis V, Maccauro G, Piconi C, Gasparini G, De Santis E. Cell reaction and bone response to zirconia ceramics: experimental study. J Bone Joint Surg (Br) 2004; 86-B suppl IV :415
  • Maccauro G, Piconi C, Lorini G. Biocompatibilità della YTZP: stato dell’arte e risultati sperimentali. In: Biomateriali 99, C.Piconi Ed., 1999,ENEA publ. ISBN 88-8286-073-6

Radioattività

  • Capannesi G, Sedda AF, Piconi C, Greco F. Assessement of Zirconia Powders Radioactivity, 4th International Symposium on Ceramics in Medicine-, 1991 London, UK, Semptember 11-13,.
  • Radioactivity and Biocompatibility of Implants out of Zirconia, G.Willmann, G. Ondracek, C. Piconi, EUREKA Workshop ” Biomaterials for Medical Industry”Aprile 1992, Stoccolma, Svezia.
  • Caropreso S, Condò SG, Martignoni M, Piconi C, Capannesi G, Sedda AF. Radioactivity Measurements of Dental Porcelain Powders, . Transactions of 11th European Conference on Biomaterials , Pisa 10-14 Settembre 1994, p.438.
  • Caropreso S, Cerroni L, Piconi C, Condò SG. Porcellane dentali: radiattività degli agenti luminofori e dei rinforzanti strutturali,. Odontostomatologia ,1996, 22, 3; 396:109.112.
  • Capannesi G, Sedda AF, Piconi C, Greco F. Radioactivity Measurements of Zirconia Powders. In: Ravaglioli A & Krajewski A eds., Bioceramics and the Human Body, 1992 Elsevier Science, London, pp. 211-217.
  • Piconi C, Casarci M. Purification of chemicals for the production of biomedical grade YTZP ceramics, in: Rammlair D, Mederer J, Oberthur RB, Petinghaus H eds, Applied Mineralogy, Balkema 2000, Rotterdam, pp. 205-207.

Evidenze scientifiche zirconia

Monografie

  • Piconi C, Maccauro G. Zirconia as a ceramic biomaterial, Biomaterials 1999; 20: 1-25.
  • Piconi C, Rimondini L, Cerroni L. La zirconia in odontoiatria, 2008 Masson Elsevier, Milano.
  • Piconi C, Rimondini L, Cerroni L. El zirconio en odontologia, 2011 Amolca, Caracas.
  • Piconi C, Kosmac T, Condò SG. Alumina- and Zirconia-Based Ceramics for Load Bearing Applications In: Shen JZ, Kosmac T (eds) Advanced Ceramics for Dentistry, 2014 Butterworth-Heinemann, Waltham, pp.220-253.
  • Piconi C, Sandri M. New Materials for Dental Implantology. In: Antoniac I, Csaki I (Eds) Material Research and Application II, 2017 Trans Tech, Zurich, pp189-194.
  • Piconi C, Sprio S. Zirconia Implants: Is There a Future? Current Oral Health Reports. 2018 ;5: 186–193.

Sviluppo materiali

  • Fassina P, Zaghini N, Bukat A, Piconi C, Greco F. Bioceramics by Gel Supported Precipitation Process. In: P.Vincenzini Ed., Ceramics in Substitutive and Reconstructive Surgery, Elsevier 1991, Amsterdam, pp.3-14.
  • Fassina P, Zaghini N, Piconi C, Bukat A, Greco F, Piantelli S. Yttria and Calcia Partially Stabilized Zirconia for Biomedical Applications. In: Ravaglioli A & Krajewski A eds., Bioceramics and the Human Body, 1992 Elsevier, London, pp 223-229
  • Burger W, Richter HG, Piconi C, Cittadini A, Boccalari M. The importance of the raw materials sources for medical grade Zirconia. In: Andersson OH & Yli-Urpo A, Eds, Bioceramics 7, , Butterworth-Heinemann 1994,Oxford, pp.401-406.
  • Burger W, Richter HG, Piconi C, Cittadini A, Boccalari M. Kinetic and Thermodynamical Investigations on Ready to Press Y-TZP powders for Biomedical Applications. In P.Vincenzini Ed, Materials in Clinical Applications, TECHNA 1995, Faenza, pp.91-98.
  • Burger W., Richter H.G., Piconi C., Vatteroni R., Cittadini A., Boccalari A.M. Yttria Stabilized Tetragonal Zirconia (Y-TZP) for Biomedical Application by an Innovative Approach, in: Ravaglioli A, ed., 4th Euro-Ceramics, Vol.8, Editoriale Faenza 1995, Faenza, pp.29-36.
  • Piconi C, Burger W, Richter HG, Vatteroni R,Cittadini A, Boccalari M. New Y.TZP powders for biomedical applications. J Mater Sci Mater Med 1997;8:113-118.
Biocompatibilità:
  • Greco F, Specchia N, Maccauro G, Arena M, Piconi C. Risultati preliminari delle prove di biocompatibilità in vivo di compatti ceramici a base di Zirconia. Biomateriali, 1991, 5, 1, 47
  • Greco F, Piantelli S, Maccauro G, Arena M, Piconi C. Valutazione della biocompatibilità in vitro dell’ossido di Titanio e dell’ossido di Zirconio. Biomateriali, 1991, 5, 1, 119
  • Fassina P, Zaghini N, Piconi C, Bukat A, Greco F, Piantelli S. Yttria and Calcia Partially Stabilized Zirconia for Biomedical Applications. In: Ravaglioli A & Krajewski A eds., Bioceramics and the Human Body, 1992 Elsevier Science, London, pp 223-229
  • Piantelli S, Maccauro G, Specchia N, Maggiano N, Piconi C, Greco F. Effects of Ceramic Precursors on Human Lymphocyte Mitogenesys. 4th World Biomaterials Congress Transactions, April 24-28, 1992, Berlin, p.343.
  • Maccauro G, Specchia N, Arena M, Piconi C, Greco F. Bone Metabolic Response to Sintered Ca-Partially Stabilized Zirconia implants: preliminary results. in: 4th World Biomaterials Congress Transactions, April 24-28, 1992, Berlin, p.543.
  • Greco F., Piantelli S, Maccauro G., Arena M., Piconi C. Influence of Different Ceramic Materials in Form of Powders and Plates on Cell Cultures BIOMAT 92 – Biomateriaux et Organes Artificiels, Bordeaux (F), Nov 2-4, 1992.
  • Bone adaptation to sintered Partially Stabilized Zirconia ceramics, N.Specchia,G.Maccauro, M.Arena, C. Piconi, F. Greco Recent Advances in Oral and Orthopaedic Prostheses, Venezia, May 26-29 , 1993.
  • Greco F, Specchia N, Piantelli S, Maccauro G, Arena M, Piconi C. Risposta biologica ai materiali ceramici: risultati delle prove in vitro e in vivo . Minerva Ortopedica e Traumatologica 1993, 44; 913-918
  • Greco F, Piantelli S, Maccauro G, Rizzello G, Piconi C. Analisi delle correlazioni tra alcune proprietà dei materiali ceramici e caratteristiche di biocompatibilità in vitro. Minerva Ortopedica e Traumatologica 1993, 44; 907-912
  • Miani C, Piconi C, Piselli D, Ponti M. Prove Sperimentali in vivo della Zirconia in Implantologia Orale. Rivista Italiana di Osseointegrazione,1993;3: 23:34
  • Maccauro G, Cappabianca C, Bossi D, Lorini G, Piconi C. Valutazione dell’interfaccia impianto-Tessuto osseo mediante radiografia microfuoco. Gnoseis, Vol.2,1995,p.122
  • Miani C, Piconi C, Piselli D. Bone-Ceramic Interface in Experimental in-vivo Studies on Zirconia in Oral Implantology. In: Ravaglioli A & Krajewski A eds., Ceramici, Cellule e Tessuti, Faenza SpA Publ., 1995 Faenza, Italy, pp 66-73.
  • Covacci V, Bruzzese N, Maccauro G, Andreassi C, Ricci GA, Piconi C, Marmo E, Burger W, Cittadini A. In vitro evaluation of the mutagenic and carcinogenic power of high purity zirconia ceramic. Biomaterials 1999; 20: 371-6.
  • Covacci V, Maccauro G, Ricci GA, Piconi C, Burger W, Cittadini A. Valutazione in vitro del potenziale oncogenico di una nuova ceramica di zirconia. In: Biomateriali 99, C.Piconi Ed., 1999 ENEA, Roma, pp.
  • Pola E, De Santis V, Maccauro G, Piconi C, Gasparini G, De Santis E. Cell reaction and bone response to zirconia ceramics: experimental study. J Bone Joint Surg (Br) 2004; 86-B suppl IV :415
  • Maccauro G, Piconi C, Lorini G. Biocompatibilità della YTZP: stato dell’arte e risultati sperimentali. In: Biomateriali 99, C.Piconi Ed., 1999,ENEA publ. ISBN 88-8286-073-6

Radioattività

  • Capannesi G, Sedda AF, Piconi C, Greco F. Assessement of Zirconia Powders Radioactivity, 4th International Symposium on Ceramics in Medicine-, 1991 London, UK, Semptember 11-13,.
  • Radioactivity and Biocompatibility of Implants out of Zirconia, G.Willmann, G. Ondracek, C. Piconi, EUREKA Workshop ” Biomaterials for Medical Industry”Aprile 1992, Stoccolma, Svezia.
  • Caropreso S, Condò SG, Martignoni M, Piconi C, Capannesi G, Sedda AF. Radioactivity Measurements of Dental Porcelain Powders, . Transactions of 11th European Conference on Biomaterials , Pisa 10-14 Settembre 1994, p.438.
  • Caropreso S, Cerroni L, Piconi C, Condò SG. Porcellane dentali: radiattività degli agenti luminofori e dei rinforzanti strutturali,. Odontostomatologia ,1996, 22, 3; 396:109.112.
  • Capannesi G, Sedda AF, Piconi C, Greco F. Radioactivity Measurements of Zirconia Powders. In: Ravaglioli A & Krajewski A eds., Bioceramics and the Human Body, 1992 Elsevier Science, London, pp. 211-217.
  • Piconi C, Casarci M. Purification of chemicals for the production of biomedical grade YTZP ceramics, in: Rammlair D, Mederer J, Oberthur RB, Petinghaus H eds, Applied Mineralogy, Balkema 2000, Rotterdam, pp. 205-207.

Implantologia dentale: quale soluzione è più adatta a me?

Compila il modulo di ti ricontatteremo nell’orario più comodo per te

Implantologia dentale: quale soluzione è più adatta a me?

Compila il modulo e ti ricontatteremo nell’orario più comodo per te

Implantologia dentale: quale soluzione è più adatta a me?

Compila il modulo e ti ricontatteremo nell’orario più comodo per te

Nel campo della chirurgia odontoiatrica e dell’implantologia dentale sono stati fatti progressi straordinari e sono molte le differenti soluzioni di fronte alle quali è normale sentirsi un po’ smarriti; spesso fare la scelta giusta non è semplicissimo.

Il C.E.I.C. Clinica Europea di Implantologia Ceramica, mette a disposizione dei cittadini le informazioni e le ricerche scientifiche in merito all’implantologia ceramica, sia sul nostro sito online sia contattando telefonicamente la Clinica al numero: 0549 963742.

Lo scopo è diffondere l’avanguardia della scienza implantologica e illustrare al paziente quali, fra le molteplici soluzioni disponibili, potrebbero essere le più adatte al proprio profilo, illustrandone le motivazioni e mettendo in evidenza vantaggi e svantaggi dei differenti approcci.

Il preventivo in odontoiatria, se eseguito con serietà e professionalità, non subisce variazioni per imprevisti ma rispecchia fedelmente i lavori che si renderanno necessari, senza sorprese.

Per questo all’interno del C.E.I.C. ogni preventivo viene effettuato solo ed esclusivamente dopo una visita medica completa e avere eseguito tutti gli esami radiologici necessari.